GAZZETTA DI LECCO, 27.09.2002


GARLATE • Debutto in grande stile per il prestigioso convegno archeologico alla Parrocchiale di Garlate.
Ad aprire i lavori, che vedono impegnati alcuni dei massimi esperti delle chiese rurali del V e VI secolo in Italia settentrionale, sono stati ieri pomeriggio il parroco don Mario Colombini e il professor Giampietro Brogiolo. Quindi, alle relazioni tenute dai docenti delle università di Padova, Brescia, Milano e Vercelli è spettato il compito di condurre la discussione nel cuore dell'argomento a cui è dedicato il seminario, che oggi vivrà la sua giornata più intensa e attesa. Gli interventi dei rappresentanti delle Sovrintendenze archeologiche cominceranno alle 9 per proseguire durante tutta la mattinata e riprendere alle 15. L'appuntamento più atteso dalla comunità garlatese resta comunque fissato per stasera, quando le analisi accademiche degli studiosi lasceranno spazio al momento maggiormente divulgativo. Avrà inizio infatti alle 20.30 la presentazione del volume «Testimonianze archeologiche a Santo Stefano di Garlate», curato da Giampietro Brogiolo, G. Bellosi e L. Vigo Doratiotto. Il libro ripercorre gli scavi condotti sull'area della parrocchiale tra il '95 e il '97. La pubblicazione illustra le decorazioni della villa romana che occupava originariamente la superficie della chiesa, descrive la tipologia delle sepolture in evidenza dagli studiosi e contiene una rassegna completa dei reperti venuti alla luce nel corso delle indagini. Di assoluta importanza per il suo significato storico il capitolo conclusivo scritto dallo stesso Brogiolo, che esamina il ruolo della pieve di Santo Stefano rispetto alla cristianizzazione del territorio.

e.d.o.

 

IL GIORNO 28.09.02

Garlate La grande archeologia si ferma sulla riva del lago di garlate. Promosso dal parroco don Mario Colombini, in collaborazione con gli esperti e operatori del dipartimento di scienze dell'antichità dell'università di Padova, si è aperto ieri nella parocchia di Santo Stefano, un seminario sul tardo antico e l'alto medioevo. Secondo di tre in progetto, al convegno hanno garantito la partecipazione studiosi e docenti di archeologia. Tra loro Gian Pietro brogiolo, dell'università di Padova, dal 1995 impegnato nelle ricerche sulle origini della chiesa di S. Stefano. Il professor Brogiolo dirige anche le ricerche promosse dal Comune di Paderno d'Adda alla chiesa della Rocchetta (VI-VII secolo) sulle alzaie dell'Adda. Tema da affrontare durante i lavori del seminario "le chiese rurali tra il V e il VI secolo in Italia settentrionale e nelle regioni limitrofe". Al centro dell'attenzione, gli esperti ettonici, le relazioni con il territorio, l'inserimento nelle campagne di goti e longobardi. da non perdere alle 20,30 di stasera, venerdì, la presentazione del libro "Testimonianze archeologiche a S. Stefano di garlate". Seguirà il concerto degli "Itinerari musicali di Garlate", diretti da Luigi Ripamonti. Spiega don Mario Colombini: "Addentarsi nella storia di queste testimonianze archeologiche è come aprire un archivio di duemila anni fa. I primi restauri della chiesa sono cominciati nel 95 e sono continuati fino al 97. Il progetto del volume che presentiamo stasera, conclude anni di fatiche. L'obiettivo del seminario èquello dunque di rendere pubbliche le importanti informazioni ottenute con le recenti indagini archeologiche, discuterne le interpretazioni, orientare le future ricerche sui temi poco noti e controversi". I risultati del seminario saranno coltivati in nuovi incontri di lavoro e studio, contando su preziose collaborazioni di chi si è preso a cuore quelle "riscoperte".

Sergio Perego

 

GIORNALE DI LECCO 30 Settembre 2002

GARLATE - (bbr) «Questa sera è dedicata a voi, garlate si, e a tutti gli amici che hanno partecipato e si sono impegnati per l'ottima riuscita di questo convegno». Con queste parole don Mario Colombini ha accolto i numerosi presenti che venerdì sera si sono riuniti nella chiesa parrocchiale per la presentazione del libro "Testimonianze archeologiche a Santo Stefano di Garlate".
La serata ha coronato l'importante seminario di archeologia intitolato "Le chiese rurali tra V è VI secolo in Italia settentrionale e nelle regioni limitrofe" che si è tenuto nella chiesa di Santo Stefano da giovedì 26 a sabato 28. Il congresso ha visto la partecipazione di grandi nomi tra docenti universitari e ricercatori che hanno seguito dal 1995 gli scavi e hanno permesso di portare alla luce una pieve paleocristiana e vari reperti di duemila anni fa. E ha saputo appassionare circa quattrocento, tra garlatesi e non, che venerdì sera hanno partecipato all'evento.
Ad aprire la serata è stato Giorgio Morandi, che ha presentato i relatori e l'orchestra «Itinerari musicali» di Garlate, che si è esibita in intermezzi d'autore. Prima di passare la parola ai luminatori don Mario ha ricordato: "Qui si trovano le radici della nostra comunità ed è importante riconoscerle per sentirsi ancora più uniti. In tutto il territorio non c'è un altro paese dove già duemila anni fa si celebrava l'eucaristia. Voglio, infine, ringraziare tutti quelli che si sono impegnati per la realizzazione del libro e del seminario».
La professoressa Silvia Lusuardi Siena ha illustrato l'opera: "Il libro documenta una storia millenaria, un 'avventura importante voluta e resa possibile grazie alla tenacia e alla caparbietà del parroco".
Il professor Gian Pietro Brogiolo ha invece spiegato le fasi degli scavi e illustrato l'importanza della storia riportata alla luce.


LA GAZZETTA DI LECCO E PROVINCIA
30 settembre 2002

GARLATE • Aprire un archivio contenente duemila anni di storia e leggerne i contenuti interpretandoli in ogni elemento: è in questa definizione entusiasta che don Mario Colombini ha racchiuso il significato della pubblicazione, frutto del lavoro appassionato e scrupoloso della straordinaria equipe di studiosi coordinati da Giampietro Brogiolo e Loretta Vigo Doratiotto. Agli autori è andato il suo ringraziamento sentito, mentre una menzione particolare è stata dedicata a diversi collaboratori scomparsi prima dell'ultimazione dell'opera, su tutti il bioarcheologo Alfio Maspero. Una doverosa citazione che non ha comunque incrinato l'atmosfera di festa determinata per buona parte dalla trascinante passione archeologica dello stesso parroco, capace di contagiare la sua comunità, a giudicare dalla straordinaria partecipazione di pubblico e dalla fioritura di iniziative editoriali. E' già infatti sicura la preparazione di un' edizione ridotta del volume appena ultimato, per favorirne la divulgazione presso il pubblico più ampio, mentre la Provincia ha assicurato la disponibilità a finanziare la pubblicazione degli atti del convegno ospitato dalla chiesa di Garlate. Si sta inoltre pensando alla traduzione dello stesso libro in inglese, in ragione dell'interesse dimostrato do numerosi visitatori statunitensi rispetto agli scavi e alla storia della pieve di Santo Stefano. Il ricordo delle scoperte effettuate e del prestigioso congresso non sarà affidato soltanto alla nuovissima pubblicazione. A imperitura memoria di questi eventi sono state infatti realizzate due piccole targhe metalliche incise da iscrizioni commemorative, che verranno poste all'interno della chiesa. La realizzazione di «Testimonianze archeologiche a Santo Stefano di Garlate» aggiunge un nuovo supporto ad altre importanti realizzazioni in cui si è concretizzato l'impegno per lo studio della storia della chiesa garlatese: si tratta delle riproduzioni della capsella argentea e della videocassetta curata da Ezio Parma nel 1998.
e.d.o.

 


LA PROVINCIA 30 Settembre 2002

GARLATE (a.cr) C'era tanta gente, venerdì sera, nella chiesa parrocchiale per la presentazione del volume "Testimonianze archeologiche a Santo Stefano di garlate", curato, tra gli altri, dal professor Gian Pietro Brogiolo, dell'Università di Padova nonché responsabile degli scavi garlatesi.
Un'iniziativa che si è inserita nell'importante convegno di archeologia, di respiro internazionale, che si è tenuto a partire da giovedì nella stessa chiesa parrocchiale di Garlate, un evento che ha avuto come oggetto di studio le parrocchie rurali nei primi secoli del Cristianesimo.
Una scelta evidentemente non casuale, visto che sotto il pavimento della chiesa di Santo Stefano il passato ha lasciato tracce decisamente importantissime, che collocano la comunità garlatese tra le più antiche di tutta la zona e la indichano come ulcro di irradiazione e di organizzazione del Cristianesimo nei secoli iniziali del primo millennio. Ed è proprio quello che l'interessante libro presentato a Garlate mette in evidenza.

 

     

LA GAZZETTA DI LECCO E PROVINCIA
30 settembre 2002

I PIU' INSIGNI STUDIOSI HANNO RACCONTATO
I SEGRETI DEGLI SCAVI EFFETTUATI TRA IL '95 E IL '97

di Elena Dell'Oro

GARLATE • Si è conclusa nel modo più dolce, con trecento porzioni di torta servite ad altrettanti intervenuti, la giornata più intensa e impegnativa del seminario dedicato alle età tardo antica e altomedioevale, svoltosi lo scorso fine settimana a Garlate. Un bel momento di festa corale ha così unito l'intera collettività garlatese e gli esponenti del mondo accademico, meritevoli di averle consegnato un patrimonio di conoscenze lungo quindici secoli della sua storia culturale e sociale. Un'aciquisizione di straordinario valore scientifico, ora a disposizione del pubblico più ampio grazie al volume «Testimonianze archeologiche a Santo Stefano di Garlate», presentato venerdì sera a una chiesa gremita di studiosi, autorità civili provenienti da tutto il territorio, numerosi religiosi e soprattutto persone comuni. Una partecipazione che conferma l'interesse che aveva accompagnato gli scavi fin dalle fasi delicate e appassionanti della ricerca sul campo: «Lo scavo archeologico è una grande occasione di creazione di rapporti e amicizie tra le categorie di persone più diverse - ha esordito la professoressa Silvia Lusuardi Siena dell'Università Cattolica di Milano - Nel caso di Garlate si è trattato di un'avventura particolarmente riuscita, che ha lasciato forti tracce nella comunità».
Alla stessa docente è poi spettato il compito di illustrare, nelle linee essenziali, il volume che ripercorre in otto capitoli i dati acqisiti fra il '95 ed il '97, inserendoli nel contesto più ampio del territorio e delle sue trasformazioni. Dopo la relazione delle sequenze di scavo, ricostruite prima in sintesi e poi attraverso l'analisi in estensione, il volume passa in rassegna i reperti che hanno consentito di ricostruire la storia dell'edificio con la sua evoluzione strutturale e funzionale. Ampio spazio è stato riservato alla tipologia delle sepolture tardo-antiche e alto-medioevali, con le analisi bioarcheologiche, antropologiche e patologiche compiute su corredi, lacerti tessili e resti scheletrici. Di notevole rilevanza per le sue conseguenze la tesi formulata dal professor Marco Sannazaro relativamente alla famosa capsella argentea risalente al IV secolo. Lo studioso ipotizza, infatti, la provenienza romana del reliquiario, decorato da scene bibliche interpretate da agnelli, una tipologia iconografica che trova riscontro esclusivamente nell'Urbe e limitatamente alla seconda metà del IV secolo: «Si trova anche nel mausoleo di Santa Costanza, nei pressi della Basilica di Sant' Agnese - ha spiegato Sannazaro - in cui si conservavano i resti della martire. Il nome della santa era tra l'altro ricollegato al latino" agnes" da una falsa etimologia tardo-antica», La conclusione a cui si approda è che la capsella garlatese fosse stata prodotta a Roma e importata nella Pieve di Santo Stefano per conte nere qualche reliquia della santa. A chiudere il volume sono le conclusioni elaborate dal professor Giampietro Brogiolo, che inquadra la storia dell'edificio nel panorama più ampio della cristianizzazione delle campagne dell'epoca, che segna il tramonto delle ville romani e l'insediamento di gruppi di Goti e Longobardi. Un approdo che dovrà costituire lo spunto per studi e sviluppi ulteriori: «La pubblicazione è il risultato di sette anni di lavoro e insieme il punto di partenza per nuove riflessioni, la ricerca storica è tutt'altro che esaurita»,
Tra le questioni cruciali ancora da indagare restano in particolare i rapporti ti tra i diversi edifici di culto presenti nella pieve garlatese nel V secolo e il ruolo strategico dell'insediamento rispetto ai tracciati viari che lo toccavano. Si tratta di sviluppi chiamati ad arricchire un'opera che al profilo scientifico assoluto unisc un valore di identità collettiva ugualmente importante: "Iniziative come queste servono ad aggregare le comunità - ha osservato la professoressa Lusuardi Siena - e in tempi di disgregazione profonda come il nostro, potersi riconoscere nelle origini è un'opportunità straordinaria» .
Una prerogativa oggi alla portata di tutti i garlatesi.

 

   

 

IL GIORNO - BRIANZA LECCHESE 1 ottobre 2002

GARLATE - C'erano 400 persone in S. Stefano per la presentazione del libro che raccoglie e conclude gli scavi archeologici sulle origini della chiesa. Una soddisfazione enorme per il parroco, don Mario Colombini, che, nonostante gli ostacoli, nella campagna di scavi, aveva sempre creduto. Apprezzato anche il concerto di classica degli «Itinerari musicali». Avviati nel 95, proseguiti per tre anni, gli scavi hanno riportato alla luce pezzi importantissimi, che si possono visitare, di storia «romana» e quella medievale. I più importanti? Nella villa romana, poi diventata mausoleo, era stata ritrovata - come ha spiegato la dottoressa Lusuardi - l'iscrizione che documentava la sepoltura di <Pierius» legionario romano morto in combattimento sulle rive del lago. Sempre qui, come ha sottolineato Giovanni Bellosi con Gian Piero Brogiolo e Loretta Dorattiotto, tra gli autori del libro, era stata ritrovata la carsella in argella di sicura origine romana. Don Mario ha detto: "Oggi è stata una giornata ricca di emozioni, che continuano. Questo libro è dedicato ai garlatesi, che vi troveranno le loro origini. Già nel 44 il cardinal Schuster si augurava che uno studioso vi si dedicasse. L'abbiamo trovato nel professor Brogiolo. Oggi concludiamo gli scavi con un convegno sull'archeologia, riuscitissimo. Gli studiosi presenti sono 150. Come ha detto ora Chiara Bonfanti, assessore alla cultura, che è qui con noi, gli atti del convegno verranno presto pubblicati a cura della Provincia."
"Per i romani Garlate era strategica - ha ricordato il professor Brogiolo - e sempre qui, era stato probabilmente costruito il più grande castello dell'Italia settentrionale".